SINTROPIE

CODICI PER UNA COSTRUZIONE AUTOGENERATIVA

In fisica, i fenomeni entropici adempiscono ad un proposito di livellamento assoluto espresso nel disordine. L’entropia, di fatti, può essere interpretata come misura di grandezza dello stato caotico di un sistema isolato, all’interno del quale può solo aumentare. Nel caso limite del sistema universo, l’entropia ci da la certezza di una tendenza del tutto verso la disgregazione totale e alla dispersione di tutta la materia e di tutta l’energia verso quella che alcuni fisici definiscono come “morte termica dell’universo”.  

A controbilanciare i moti disgregatori dell’entropia, la fisica, nel corso del secolo passato, ha teorizzato una controforza che tra i vari nomi che ha avuto assegnati, ha anche quello di sintropia. In un universo che tende allo sbriciolamento livellatore della materia e dell’energia, esistono eventi e forze che aggrumano materia ed energia temporaneamente in quell’atto sintropico che chiamiamo creazione. Ciò che è creato, sia esso organismo, stella, pianeta, molecola o persona, nasce però con un destino di finitezza.

I processi sintropici associano particelle elementari della materia in forme e strutture complesse. Particelle subatomiche assemblano gli atomi di tutti gli elementi di cui è composto l’universo, gli atomi si aggregano secondo precise geometrie in molecole, le molecole si associano tra di loro per costruire apparati e strutture organiche ed inorganiche. Tutto l’esistente è dunque composto da unità fondamentali che si aggregano in cose e vite. Non vi sono particelle più importanti di altre, non esistono gerarchie, ci sono solo forme aggregate di realtà.

molecole

Gli stati della materia sono quattro e andando dal più caotico al più ordinato si presentano come: plasmatico, gassoso, liquido e solido. Con il termine cristalli vengono invece definite le conformazioni della materia solida con il più basso livello di entropia, interpretando dunque il miglior arrangiamento sintropico percepibile. 

cristalli

I fenomeni sintropici sono stati temporanei, come la vita, le comunità e i sistemi sociali. Un esempio estratto dalle scienze biologiche è ben descritto dai processi metabolici del regno organico, dove i processi catabolici di decomposizione dei corpi organici dopo la loro morte vengono contrappesati dai processi anabolici in cui le energie disperse dell’universo vengono concentrate in un punto dello spazio e si sintetizzano in quelle unità fondamentali di vita chiamate biomolecole. 

Dunque veniamo dal caos e al caos torneremo. Le manifestazioni di ciò che chiamiamo vita non sono altro che isole che formano arcipelaghi sintropici in un oceano di entropia e destinate a dissolversi come bolle d’aria sulla superficie dell’acqua. L’entropia è totale, totalizzante ed ovunque, da sempre e per sempre. I corpi invece, siano essi organici, sintetici o minerali, non sono che temporanei: vengono plasmati dall’informe e acquisiscono un ordine seguendo regole universali (quando è la natura a crearli) o soggettive (quando è un individuo o un gruppo a crearli). 

Così mentre le sintropie sono molteplici, l’entropia resta unica, e il suo freddo ventre è perennemente gravido di nuove calde sintropie che a lei sono destinate a tornare in un continuo rimpasto di energia e materia che la accresce incessantemente.  

Interessante dei fenomeni sintropici è la loro peculiare natura sinergica che li rende attuabili solo in presenza di dinamiche di cooperazione tra le parti, in contrasto alle forze disgreganti dell’universo, generando stati per i quali l’azione di gruppo è favorita rispetto a quella del singolo. 

Estraendo tali principi dall’ambito fisico e convogliandoli in quello artistico, l’atto creativo si fa dunque equo e collettivo sfuggendo alle mitologie dell’autorialità. Ogni opera sintropica è sia assemblaggio di parti uguali tra loro che prassi partecipata da molteplici individui disponibili ad investire ingegno e lavoro. In entrambi i casi è rivelata la capacità gestaltica di cooperazione tra pari per la nascita di un qualcosa che è maggiore della loro mera aggregata sommatoria di individualità. Tale operazione di traslazione sinestetica dei significati dedotti dalla fisica verso l’arte, necessita di un’importante flessione cognitiva per comprenderne le possibilità senza farsi spaventare dalla perdita di soggettività, dal decadere della proprietà intellettuale e dell’esclusività dell’estro creativo.